E’ stato un pomeriggio particolarmente interessante quello del 26 maggio presso la biblioteca di Villaricca, per l’appuntamento ormai consueto del Caffè con l’autore, le associazioni organizzatrici hanno incontrato G. Branca e F. D’Avino giovani autori di On/off.
Condivisione, letture colorate ed alimentate come sempre dalla musica del maestro Lello Cardone. Incantevole l’interpretazione di Marta Michetti che vestita a lutto, ha voluto con la sua sensibilità comunicare la perenne distorsione dell’informazione.
L’idea del libro, in un clic sul tasto rosso della scarpetta , spento/ acceso, quel tasto che si vede e non si vede, vuole essere un’ analisi, a partire dal 2000 ad oggi, su come i media, ed in particolare la televisione ci fanno vedere solo alcune cose, poiché è più facile farsi condizionare, persuadere , dalle notizie, piuttosto che cercare di guardare oltre ed entrare nella notizia sviluppando il senso critico e il senso di appartenenza ad una cultura sebbene mutata ma che media, informa, fa riflettere.
Un invito anche ad analizzare i media e le informazioni che veicolano, la frequenza, la periodicità con la quale i fatti vengono proposti e riproposti al pubblico. Il fascino della notizia, il danno psicologico, la suggestione, l’imitazione non motivata e spiegata, allarma esperti in pedagogia e psicologia, al punto tale da attuare percorsi e progetti di prevenzione in materia del come saper usare i media e cogliere il contenuto delle notizie.
Il saper fare notizia ed ovviamente la contestazione di questo ultimo periodo:la libertà di espressione, di comunicazione, di stampa. Giornalismo libero, giornalismo veicolato, sono stati gli spunti per creare dibattito con la platea presente, riflettendo su come “Non dobbiamo aver paura di quello che non sappiamo ma di quello che crediamo di sapere”.
Ed è sui percorsi in un clic, che il contesto spazio della comunicazione creativa del Caffè con l’autore che dà appuntamento a mercoledì 8 giugno sempre alle 17.30 presso la Biblioteca di Villaricca.
Emanuela Cimmino ed Eva Russo
Ad un mese circa dalla sua ripresa continua con grande successo Il caffè con l’autore, percorso di animazione culturale interattiva che con enfasi e coinvolgimento partecipativo - trasforma la Biblioteca di Villaricca in location di confronto e crescita non solo socio culturale ma personale, colmando la propria integrità cognitiva -comportamentale e perfino professionale.
Cognitiva in quanto consente apertura mentale, confronto e capacità di negoziazione se non di elaborazione di contenuti argomentativi per poi esporli-comunicando al gruppo presente,comportamentale in quanto Un caffè con l’autore permette di mettersi in discussione ascoltando, interiorizzando l’opinione dell’altro con stile di conservazione ed atteggiamento assertivo, atteggiamento sincero e culturalmente predisposto all’accoglienza dell’altro diverso per ciò che ha da raccontare e condividere; professionale perché grazie al Caffè con l’autore si cresce e si cambia allontanandosi da pregiudizi, da polemiche e schemi rigidi, perché ci si forma attraverso una cultura che comunica alla gente cittadina assieme ai professionisti del fare cultura in maniera diversa.
Illimitarte, Cittadinanza attiva, Sociale in rete onlus, Il collettivo teatrale “L’anima ed il suo doppio” lavorano gratuitamente dal mese di ottobre scorso per un fine comune, fare sociale e fare cultura attraverso diversi canali della comunicazione.
Musica, teatro, metodo autobiografico, pensiero immaginifico, ri-interpretazione delle letture, i canali scelti ma anche gli strumenti adoperati perché il sapere non cultura istituzionale ma quella “quotidiana, esperienziale, libera”possa arrivare ad una platea che non solo ascolta attivamente ma attivamente si sente coinvolta.
E diversamente coinvolgenti sono stati gli incontri del 5 e 12 maggio.
Racconto della propria vita, dei propri ricordi scritti e rappresentati con immagini, hanno fatto del romanzo Sulla soglia di piccole porte di Enza Silvestrini un’occasione per ritornare nel passato, un modo per rivedersi, per entrare in contatto con le proprie emozioni, vittorie, paure, conflitti, sogni, per recuperare quel senso della vita spesso sminuito, per ricostruire la propria vita e dunque riflettere.
E di riflessioni, spunti psicologici, quasi come se per un attimo si fosse partecipi di un setting di mutuo aiuto, che i cittadini attivi si sono fatti portatori della loro autobiografia.
Dal coinvolgimento alla riflessione socio economica, il 12 maggio, è stata la volta di Impresa sociale, innovazione e legalità – Il Sud che resiste, di Pasquale Iorio -dirigente della CGIL Campania- saggio attraverso il quale l’autore invita i lettori attori a farsi portatori di impegni e di responsabilità sociale, di “fare possibili attraverso le possibili capacità e la determinazione che è insita nella forza di volontà”.
Nel suo saggio presente la correlazione tra sviluppo locale e innovazione, evidenziando come il sapere ed il fare tecnologico, possa generare nuove competenze se non perfino capacità produttive . In risaltp nel suo libro anche Il rapporto tra cultura della legalità e partecipazione responsabile, attraverso testimonianze di esperienze concrete
Compromessi, difficoltà, rinunce, sacrifici, lavoro a tempo pieno, part-time, lavoro precario, chiusura/apertura mentale, voglia di cambiamenti sono stati i punti prominenti di un Caffè con l’autore che risulta essere ad oggi un esempio gratuito di impegno e responsabilità socio-culturale.
Emanuela Cimmino
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Dal 12 Gennaio scorso presso la scuola media “G.Basile” di Giugliano(Na) è attivo il progetto di scrittura creativa; percorso di 50 ore che prevede la presenza di ragazzi/e di prima, seconda e terza media, intenti ad apprendere il saper comunicare ed il sapersi esprimere attraverso diversi canali comunicativi: dalle emozioni alle percezioni, dal filmico al giudizio critico, dal diario-metodo autobiografico alla comunicazione non verbale, dalla lettura-reinterpretazione delle fiabe alla musica.
Il progetto realizzato nell’ambito della misura Pon 2009-2010 che ha visto attiva fino all’8 Marzo l’esperta Emanuela Cimmino-educatrice professionale è stato contesto di libere espressioni attraverso le quali i corsisti- pre adolescenti hanno meglio conosciuto le proprie competenze.
Ed è sulle emozioni, la comunicazione del di dentro, l’entrare in contatto con le proprie esperienze, sensazioni e ricostruzione del se, la capacità e la volontà di mettersi in discussione, facendo gruppo e comunicare agli altri, che l’esperta Emanuela ha riposto forza, credibilità e passione.
La passione per la comunicazione che informa, forma, che trasmette vibrazioni, opinioni, pensieri e news, perché è anche di giornalismo che si è parlato durante l’iter da lei seguito, la cronaca che passa attraverso notizie flash interviste e spot pubblicitari, stimolando nei corsisti il senso della creatività, della ricerca, la capacità di sintesi, il lavorare in gruppo anche da casa, il sapersi confrontare, rispettare il proprio turno, il giudicare in maniera critica, il porsi con atteggiamento propositivo, reattivo, determinato, sicuro.
Incontri che hanno riscontrato curiosità, interesse, viva partecipazione dettata anche da un’atmosfera permissiva, capace di far venire meno meccanismi di difesa ed ostacoli che spesso non fanno comunicare: atmosfera coinvolgente ed educativamente amicale tanto da creare tra esperta e corsisti un rapporto fondato sulla fiducia e la stima.
Ed è divertendosi, con il sorriso sulle labbra; è con strategia ludico creativa che gli obiettivi preposti sono stati raggiunti.
Il progetto Reporter allo sbaraglio fino all’8 marzo 2010, per la sua prima parte, è stato contesto pedagogico di emozioni, di conoscenza, di comunicazione verbale, gestuale, musicale, di saperi interiori, ora si tingerà di tecniche giornalistiche, di praticità mass mediale.
Reporter allo sbaraglio, percorso che ha insegnato a comunicare in maniera libera, poiché
“Si è liberi quando il proprio pensiero, la propria parola passa attraverso una comunicazione Libera. (E.Cimmino 2010)”
Emanuela Cimmino
Attivo dal 26 ottobre scorso nell’ambito di scuole aperte il mega progetto Avanti tutti, location il II circolo didattico “G.Falcone” di Melito(Na).
Il percorso ha previsto la realizzazione iniziale di un laboratorio sportivo Avanti tutti al canestro e di ceramica Avanti si crea rivolto agli alunni e genitori, progetti che si sono conclusi da poco, dandovi spazio al laboratorio di danza Avanti si balla in sinergia con l’associazione Le Api, ed al laboratorio di musica Avanti si suona; progetti che si concluderanno entro giugno.
“Avanti tutti” sta proseguendo con esorbitante soddisfazione, c’è riscontro positivo in termini di partecipazione e di interesse da parte dei corsisti, che hanno non solo acquisito nuove competenze ed abilità, ma hanno scoperto nella scuola, un contesto dove è possibile imparare stando insieme, divertendosi, comunicando attraverso diversi canali e creare un dialogo con gli adulti- genitori-docenti”-dichiara la Prof.ssa Antonietta Maisto -Dirigente della “G. Falcone”
Avanti tutti al canestro ed Avanti si crea- sono state occasioni di incontro e di corrispondente fiducia, fiducia ed autostima che i corsisti hanno potenziato attraverso il rispetto delle regole sportive, dei propri spazi e tempi, del proprio turno di attacco e di difesa, contesti di libera espressività e di acquisizione di tecniche di negoziazione attraverso l’arte, la decorazione, l’elaborazione di prodotti che saranno mostrati a fine anno scolastico nella giornata dedicata alla conclusione di tutti i laboratori di scuole aperte.
Prodotti che saranno anche venduti, il cui ricavato sarà devoluto a sostegno delle famiglie bisognose a carico della stessa scuola.
Ed è dal 1 marzo che ha inizio la seconda fase, con il laboratorio di musica, percorso che offre -al dire dell’esperto
A.Senà(mediatore culturale) la possibilità di imparare ad interagire usando veicoli comunicativi diversi quali la musica, la recitazione ed il movimento corporeo, ad acquisire strategie di comportamenti adeguati verso l’altro, creando in armonia una rete di Amicizia.
Il progetto Avanti si suona rivolto agli alunni verrà realizzato di giovedì dalla 14:15 alle 17:15, tre ore di completa ricerca della propria autenticità, di soggettività comune e di sincera amicizia, poiché continua l’esperto, è di questo che la scuola G.Falcone tende a contraddistinguersi, una scuola capace di creare una rete, cosa non facile, specie laddove il territorio non consente né la sinergia né l’apertura verso la stessa territorialità.
Mentre il progetto Avanti si balla che ha inizio il 15 marzo è strutturato in attività rivolte ai bambini che mostrano disagi sociali, difficoltà nella socializzazione e nella comunicazione, altresì a coloro che presentano problematiche inerenti la struttura psico-fisica, al fine di potenziare l’interazione e di facilitare l’espressività emozionale attraverso il non verbale.
Ed è anche per la Dott.ssa Andreina Maisto - responsabile dell’Associazione Le Api, la sinergia con la territorialità, ad essere punto focale per la buona riuscita dei progetti nell’ ambito di Scuole Aperte, poiché in una realtà disagiata come quella melitese, è necessario se non pedagogicamente costruttivo creare contesti di svago e di socializzazione, e laddove il territorio non offra particolari spazi, la scuola deve farsi carico, in quanto agenzia educativa e di animazione interattiva se non formativa attraverso anche il non didattico.
Il laboratorio Avanti si balla viene realizzato di Lunedì dalle 14:30 alla 17:30
Valore aggiunto di quest’anno per i referenti regionali di scuole aperte, chiamati a fare analisi e valutare i progetti attuati è l’aspetto del monitoraggio; a tal proposito S.Trimarichi, assegnato alle scuole melitesi, sostiene che la “G.Falcone” si è distinta particolarmente per la partecipazione anche degli adulti.
Non a caso scopo predominante di Scuole Aperte è offrire spazi che siano per l ‘appunto aperti a tutti, a tutte l’età, contesto di incontro, di costruzione e di crescita in itinere.
Sullo stesso modello di scuola, è d’accordo anche il prof. Romeo, Coordinatore del mega progetto “Avanti tutti”, il quale sostiene come lo stesso nasce da un’autentica sinergia se non accordo di patto con diverse associazioni del territorio melitese e di S.Antimo, percorso elaborato e pianificato nel Luglio scorso, partendo e tenendo conto della presenza di target, bisogni ed interessi territoriali, perché Scuole Aperte possano essere occasioni per occuparsi dei cittadini piccoli e grandi in termini di “menagè educativi” e di sostegno morale.
Avanti tutti avrà conclusione l’11 giugno; nell’occasione saranno presentati alla “comunità esterna” i lavori finali; intanto musica e danza vanno avanti con credibilità e pro positività.
Emanuela Cimmino
C’è la prima parte della vita, in cui viviamo come se fossimo immortali, la seconda in cui cerchiamo di dare ai momenti l’importanza e il peso che abbiamo intuito possano avere, e l’ultima in cui invece viviamo come se dovessimo morire da un momento all’altro. Ci sfugge un dettaglio. In realtà, nella vita, si può sempre morire da un momento all’altro. A questo, noi non pensiamo mai. Basta un istante per lasciare, per sempre, a metà idee, progetti, persone, ideali, affetti, amori. Un istante
Al Caffè con l’autore l’ 11 Marzo protagonista “Non per sempre” di Roberto Pallocca – Capotreno in Trenitalia.Giornalista pubblicista dal 2005
Una storia, quella del protagonista-raccontata con stile semplice, scorrevole, moderno e provocatorio-fatta di contraddizioni, di ricordi, di momenti belli e brutti, di errori e di negazioni, ripensamenti, di silenzi e di irruzioni che non sempre si sanno gestire, di nostalgie e consapevolezze, una vita vecchia ed una vita nuova.
Una storia di solitudine, di amicizie, di disagi, di attenzioni e carezze richieste, cercate; momenti importanti, di verità e di falsità, l’agire spesso in maniera non personale per far piacere agli altri, per far credere ciò che non si è o si vorrebbe essere, è quanto si intuisce leggendo pagina dopo pagina il romanzo di un amore caratterizzato da tutti i suoi momenti.
“Si ama, si cammina assieme, si lascia”- “Ognuno prende la sua strada quando un amore finisce, e c’è tristezza, troppa, quando non si conosce il perché finisce una storia”.
La vita è fatta di scalini, si cade, ci si rialza, si resta a galla e ci si annega, si ammirano le stelle e le si raggiungono.
Un libro-“Non per sempre”, interessante da leggere tutto d’un fiato, che lascia senza parole come senza parole possiamo esserlo quando abbiamo già detto tutto o non si ha il coraggio di parlare all’altro e prima a se stessi; è senza parole che l’autore- Roberto Pallocca – descrive la relazione di coppia nella sua quotidianità, il non saper usare le parole in maniera adeguata, il non saperle contestualizzarle e condividerle.
“E’ un’atmosfera bella- sebbene informale- quella del 11 Marzo al Caffè con l’autore- al dire dell’autore-tante sono state le presentazioni alle quali ho preso parte, ma mai come questa, sono contento di essere qui, incantato per l’originalità del vostro progetto, venendo da Roma, è un po’ come fare un salto nel buio ed invece non ho parole -anzi vi faccio i miei complimenti .
Roberto Pallocca è al suo terzo libro, dopo la vendita di tremila copie del suo secondo romanzo Quando Torna (2007), confida di essersi chiesto: Ed ora che faccio? Cosa racconto? Cosa posso altro raccontare?
Svela come un bel racconto -può esserlo -per il modo con il quale lo si racconta; tante sono le storie del lui, lei e l’altro, ma la sfida, la sua sfida, è stata quella di volerla raccontare in maniera originale, diversa, provocatoria, come il suo stile, come ne parlano i giovani di oggi.
“I giovani di oggi non parlano d’amore con le rose, forse l’ascoltano”
Un libro non autobiografico, ma potrebbe esserlo, perché ognuno potrebbe trovarsi nelle stesse situazioni di Roberto -il protagonista; scritto a Roma in un contesto ed in un periodo particolare personale nella vita dell’autore, che gli ha dato la possibilità di metabolizzare quanto vi era attorno e di caratterizzarlo come ragazzo più maturo rispetto alla sua giovane età.
“Ci sono progetti che restano progetti, altri che possono essere realizzati, dipende tutto da come ognuno di noi si pone nei confronti di se stessi, se si ha il coraggio di parlare con se stessi, anche se non è per sempre”.
L’amore è impegno, è un investimento, il vero Amore è condivisione, è dono di se all’altro, è abbandonarsi all’altro -è l’amore che ci spinge a continuare a raccontarci- questo quanto dettoci durante il dibattito e l’intervista all’autore.
Ad Un caffè con l’autore, come sempre, a rileggere frammenti di storie accompagnati dalla musica sono stati Salvatore Salatiello dell’Ass. Cittadinanza Attiva, Emanuela Cimmino dell’Ass. Sociale in rete onlus, Maria Grazia Viscuso ed alla chitarra Lello Cardone dell’Ass. Illimitarte, Lucio Michetti del Teatro Collettivo “L’anima ed il suo doppio”
Emanuela Cimmino
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Per il consueto appuntamento del laboratorio di comunicazione creativa “Il caffè con l’autore” realizzato dalle Associazioni in partner iato Cittadinanza attiva, Illimitarte, Sociale in rete onlus, con la cooperazione del Collettivo Teatrale “L’anima ed il suo doppio”, al suo sedicesimo incontro la biblioteca location di racconti vissuti, reinterpretati, drammatizzati, si è trasformata in un coinvolgente percorso poetico trovandovi in una giusta misura la coesione tra poesia e musica.
Infatti è di poesie musicate che si è parlato, la raccolta di poesie di Dario De Lucia, giovane autore napoletano, da sempre innamorato della poesia, della cultura e soprattutto dei difetti della sua città.
La sua dote è scrivere in lingua napoletana, nel momento in cui ha iniziato a comunicare scrivendo, facendo fronte così anche al suo spirito malinconico, vincendo la timidezza e la riservatezza che lo contraddistingue come ragazzo assieme alla sua profonda semplicità, non ha mai smesso, facendo della poesia la sua arma attraverso la quale inviare messaggi, gridare, denunciare con coraggio quanto di negativo emerge nella nostra società ed a causa dei nostri atteggiamenti.
Nel 2001 viene pubblicato il libro “A strada vecchia”, a seguito “I segreti di pulcinella”-“Dalla bocca del Vesuvio”.Nel 2005 viene creato il suo sito www.dariodelucia.com che ad oggi conta quattrocento mila visite ed ancora nel 2007 il suo disco “’O lup è diventato pecorella”
La speranza, il sogno di risvegliarci in un mondo capovolto, diverso da quello in cui viviamo, dove il povero diventa ricco, i furbi vestono i panni dei più deboli, è la morale di tutte le sue poesie, presente un Inno all’amore, a quei sentimenti che non si possono manovrare e che spesso ci fanno agire d’impulso; un’esortazione allo stress che ci annulla come persone che vanno sempre di fretta con pochissimo tempo da dedicare alle relazioni, ad ammirare la natura, il mare, lo stress che ci logora e che non ci fa cogliere le cose belle della vita; il ricordo di quando il poeta era bambino e viveva in un quartiere non felice ma nello stesso tempo vivibile, un inno di lode al padre che lo ha educato ad essere sempre onesto.
Malinconia, realismo, da un lato ; pessimismo, ottimismo, da un altro, sono le contraddizioni che Dario mostra attraverso le sue poesie.
Un poeta che dopo anni al Caffè con l’autore rincontra il suo professore Franco Iacolare, che lo ricorda come un ragazzo timido, riservato, che tendeva ad isolarsi, e che invece oggi si esprime con la sua qualità, il suo attributo umano, un ragazzo che ha lavorato su se stesso mettendosi in discussione e facendo emergere la qualità nascosta.
Una ricerca personale, quella di scrivere in napoletano-“ognuno è portatore multiforme di talenti”-ha affermato Lucio Michetti nello spazio dedicato al dibattito.
Dario De Lucia, un giovane autore napoletano, che nella sua impotenza-con la poesia-denuncia un mondo che non và, facendolo con una semplicità che lo contraddistingue e che lo fa essere anomalo, poiché oggi i giovani semplici sono ritenuti tali-anomali-per l’appunto.
Un Caffè con l’autore si rafforza, diventa sempre più un laboratorio partecipativo e partecipante, tanto da essere richiesto in termini di realizzazione presso chalet e sale caffè.
Emanuela Cimmino
“Per non perdere la memoria storica, ricercare il passato per valorizzare il presente”
Riflettere sul come e sul perché sono successi determinati accadimenti nel passato del nostro paese, è stato lo scopo dell’incontro del 24 febbraio 2010 al Caffè con l’autore.
Ospite l’autore Domenico Santopaolo-docente di materie letterarie presso l’I.T.I.S Galvani di Giugliano-Na, con “Da Panicocoli a Villaricca”-1870-1970
La ricerca del passato nasce dall’esigenza di conoscere le origini per recuperare legami e tradizioni.
Sono infatti le tradizioni che denotano il senso di appartenenza, quel senso che ci forma, che ci fa persona e con il quale ci si identifica.
Da Panicocoli a Villaricca- libro storico, ricerca critica, certosina, sul passato, frutto di un lavoro durato anni; descrizione minuziosa ed indagine scrupolosa su aspetti antropologici, urbanistici- architettonici.
Un continuo studiare - l’impegno dell’autore- documenti antichi e capire il passato per analizzarlo, un lavoro perfino di interpretazione ed elaborazione della scrittura antica, stile e forma di una lingua passata, per poi trascrivere i fatti leggibili ai giorni nostri.
L’idea di scrivere un libro storico, nasce come input, a seguito compito assegnato alla classe dal Suo prof. di Storia, a Domenico la consegna di fare ricerche sulla storia delle Chiese presenti a Villaricca, da lì il viaggio nel passato catapultandosi nelle e tra le fonti di un tempo.
Per dare un senso ai valori storici per definire la Storia maestra di vita, il libro indagine si colora di ricostruzione storica, lo studio e la descrizione di Villaricca con tutte le sue sfaccettature : la popolazione, l’economia, i costumi, i cambiamenti, i pozzi, le piazze, gli edifici, le chiese con le sue campane, i palazzi storici, le ville-masserie, ed ancora storie di ducati, vescovi, preti e sindaci.
Per l’occasione a Caffè con l’autore hanno partecipato al Questione time l’Assessore alla Cultura Dott. Vincenzo Palumbo ed il prof.Iacolore Franco.
Emanuela Cimmino
“Se comprendere è impossibile, ricordare è indispensabile”(P.Levi)
Villaricca, 17/02/10 Tradizionale Un Caffè con l’autore, percorso culturale di animazione interattiva, che con la sua originalità di fare formazione e cultura, mantiene giovani le menti dei partecipanti, trasmettendo ai presenti la non vergogna del fare cultura collettiva e democratica.
“Traditi” a Caffè con l’autore è l’ultimo dei suoi tre lavori scritti per raccontare la tragedia della Shoah in Campania, la sua una pagina di un passato mai passato sconosciuta agli stessi napoletani.
L’autore è N.Pirozzi- giornalista professionista, storico, cultore delle vicende legate alla Shoah e alla persecuzione degli ebrei negli anni ‘30-40.
Sull’argomento ha pubblicato “Fantasmi del Cilento”-”Cronaca di un viaggio senza ritorno”, ed altri.
In Traditi narra la vita di una famiglia di ebrei fiorentini trasferitisi a Napoli negli anni’20, la loro adesione al fascismo, la devozione per la casa Savoia; traditi da italiani, ammassati con altri ebrei e spediti verso i campi di sterminio dell’Europa centrale, i Procaccia furono tra i 25 napoletani vittime della Shoah.
Il 1943 fu anche per i napoletani un anno horribilis.
Una storia di paradossi nel paradosso, quella di Traditi, la storia della memoria, o meglio della ricerca della memoria, una storia di paradossi e coincidenze quella vissuta da N.Pirozzi, l’ indirizzo del suo luogo di lavoro-il numero civico-per la precisione-coincide, è lo stesso che divideva la strada dove i Procaccia vi risiedevano, la strada-la frontiera della vita con la morte; Elda è il nome di sua figlia, ma anche della protagonista.
Pirozzi ha scelto l’escamotage della narrazione per ricordare, evocare il passato forse dimenticato, perché si possa nei confronti della storia approcciarsi con responsabilità, volendo evocare il presente, mettendo i lettori in condizione di ricostruire quella storia.
Letture selezionate e reinterpretate dagli esponenti dell’associazione Cittadinanza attiva, Sociale in rete onlus, il Collettivo Teatrale L’anima ed il suo doppio, accompagnate dalla musica di Lello Cardone dell’Ass.Illimitarte, un dialogo tra scrittura e musica che continua ad affascinare ed a fare del progetto di volontariato culturale un laboratorio di comunicazione creativa ed emozionale.
Emanuela Cimmino
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Tratto dai Racconti Scrigno
Anche i prof. scrivono…..
Le castagne … . non sono mele!
Con l’aria assonnata e la mente vagante nel nuovo sogno, come ogni mattina Silpì andava silenziosa in cucina. Preparava il suo caffé sperando che quella mattina fuoriuscisse tutto. Ritornava poi nel salotto e clik con un piccolo gesto dava suoni e immagini a quel mondo lontano fatto di tragedie umane, innumerevoli, sempre le stesse! Ma, ormai non le ascoltava più: una sorta di abitudine si era impadronita di lei. Gesti sempre uguali e ripetibili anche alla moviola sarebbero apparsi sempre uguali nella loro frammentarietà.
Guardava la collina, gli alberi, le casupole intorno che silenziose annunciavano con il loro fumo scodinzolante l’arrivo di un nuovo giorno.
E, intanto mentre il cronista annunciava obsoleti attacchi di terrorismo, si guardava intorno ascoltando il tanto atteso rumorino del caffé che forse, fortunatamente avrebbe percorso tutto il tragitto spruzzando qua e là la sua energia in segno di protesta.
Poi gli occhi si posavano sul tavolo: l’ enorme piatto da portata presentava le minuscole mele che belle spaziose mostravano la loro flebile vanità. Sapevano di essere buone, ma sapevano anche di essere piccole…piccole piccole, ma buone…buone veramente!
” Come sono buffe ” si diceva Silpì mentre le guardava.
” Dovrò metterle in un piatto più piccolo”
E chi sa per quale intrigo della mente, mentre si rigirava per dar loro una nuova sistemazione si rivide bambina. Non aveva volto, non si percepiva in quello spazio ovattato dal tempo che inesorabile aveva tracciato il suo avvenire. La scenografia era scarna … solo due fotogrammi dell’intero film apparivano nella sua mente: due manine che aprivano il portello di una credenza…due piccole manine che richiudevano le sue speranze.
Riportava così alla memoria le sue immagini: momenti di vita vissuti da una brunetta di circa tre anni, forse un po’ paffutella … chi sa … ma questa era solo una ricostruzione della sua memoria!
Gli occhi sicuramente erano tristi, il suo cuore stretto in una morsa di ferro, ma lei non sapeva descrivere: aveva solo un gran pianto dentro di sé che accumulava, proteggeva e racchiudeva nel segreto della sua lunga esistenza….nel segreto della sua vita che per anni ed anni avrebbero tormentato il suo cammino.
Era stata contenta quel famoso giorno quando la mamma aveva cotto le castagne bollite. Le sentiva borbottare nella grande pentola di alluminio dai manici neri…le vedeva mentre prendevano il colore del carbone…le annusava mentre sprigionavano un candido sapore.
Probabilmente, quella santa donna, aveva messo le castagne sul tavolo una volta cotte. Aveva disposto tre tovagliolini e aveva riposto sopra tre piattini con le fumanti letizie autunnali, ma questo Silpì lo supponeva, lo immaginava solo. Certo era che lei non aveva mangiato tutte le sue castagne o, forse non ne aveva mangiata nessuna, ma non esageriamo…una bimbetta di quasi tre anni non avrebbe potuto mai resistere a quella carezzevole tentazione. Comunque, una cosa era sicura: la piccola aveva conservato tre o quattro castagne nel suo piattino che aveva riposto in quella credenza sbiadita dal sole.
” Che fai? ” le aveva chiesto la mamma
” Conservo le castagne a babbo mio” aveva replicato decisa.
“Mangiale diventeranno fredde”
Le castagne divennero fredde, anzi si raggelarono e si rattrappirono. Silpì le osservava ogni giorno, ogni momento in quella terribile agonia.
Le castagne, senza profumo né sapore se ne stavano là ad aspettare …fino a quanto….fino a che…. fino a che non si sa. Si sa solo che quell’immagine rimase cosi impressa nella mente di Nenè, così come la chiamava la sua mamma, che ci volle tanto e tanto tempo per cercare di dimenticare quella presenza-assenza che tanto tormentò e, forse mai più tormenterà la sua vita.
Il suo babbo più non tornò, le castagne esistono solo nella memoria del tempo passato. Il ricordo lasciato per tanto tempo nel cassetto asserragliato che si dispiega ora nella nuova visione.
Silpì sta preparando il suo caffé, dai vetri vede la mimosa in fiore. Il canto flebile e spietato degli uccelli comincia a farsi sentire in quell’aria quieta alle sei del mattino. La donna si guarda intorno, mentre sente borbottare il suo caffé.
” Ecco è riuscito a salire questo brontolone” pensa fra sé
Il borbottio le ricorda le sue pietose castagne, ma ormai è un ricordo che si libera nell’aria. Si posa su un vassoio che mostra a piene mani piccole mele nostrane. Le guarda sorridente con sguardo tenero:
” Chi sa perché queste melette mi hanno fatto ricordare le mie castagne?” si chiede mentre le osserva nella loro fragile misura.
” Sono piccole queste mele, ma sono buone, anzi buonissime…ne mangerò una al giorno …ecco sono giusto sei….sabato lo rivedrò…è sicuro che a fine settimana lo vedrò di nuovo”
Le castagne non sono mele!
Silvana Picardi
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E’ stata un’esperienza sul campo -costruttiva e professionale-, quella consentita ad alcuni corsisti dei progetti Regolar..mente sport e Reporter allo sbaraglio-percorsi di giornalismo e comunicazione creativa inviati dall’esperta dei progetti Emanuela Cimmino in veste di cronisti il giorno 12 febbraio 2010 presso la Sala Teatro Mimmo Marrone della Sms G.Basile in Giugliano-na.
Coltiviamo la legalità - l’evento strutturato in diversi percorsi di educazione alla legalità, ha avuto inizio il 20 gennaio; ospiti delle specifiche giornate personalità di rilevato spessore sociale quale il Magistrato Raffaele Cantone, lo scrittore Tobia Iodice, l’Onorevole Dott. Maisto Giuseppe, l’esperto di Diritto Amministrativo E.D’Alterio.
Il 12 febbraio è stata la volta del Responsabile viabilità VVUU di Giugliano Dott. Carmine Petraio ed il Consigliere Comunale Avv.Pietro Ciccarelli, predisposti a parlare con gli alunni ed a rispondere alle loro tantissime domande, nella giornata dedicata alla convivenza civile.
Ed è di viabilità cittadina, di diritti, doveri, regole da rispettare, che si è discusso per un’intera mattinata, occasione di crescita, di condivisione di opinione, di acquisizione di saperi pratici da riportare alle proprie famiglie, contesto per avere risposte e chiarimenti inerenti le difficoltà e le problematiche del proprio paese, ma anche occasione esperienziale per i piccoli giornalisti per mettersi in discussione e scommettere sulle proprie capacità comunicative espressive e relazionali.
Diretti nelle loro domande, sintetici nell’esporre considerazioni, sistematici nel riportare agli esperti le percezioni e le osservazioni della società, chiari nello stile di diffondere notizie alla platea e nel presentarsi reattivi, propositivi, comunicativo il loro atteggiamento, critico il loro pensiero; reporter a Coltiviamo la legalità, hanno fatto propria un’esperienza che sicuramente è stata produttiva non solo ai fini dei progetti extra scolastici, ma per l’ integrità personale.
Occasione di confronto, di conoscenza dell’altro, di sé e delle proprie capacità risolutive, occasione per potersi esprimere e vincere la timidezza, l’ansia, l’agitazione, il panico, ostacoli alla comunicazione; Coltiviamo la legalità insomma è stata per i giovani giornalisti contesto formativo di partecipazione diretta - critica se non di crescita sociale e civile..
Emanuela Cimmino
www.eduprof.it
www.comunicazionecreativa.eu